Ambarabà Ciccì Coccò - Le Filastrocche dei Bambini

Questa filastrocca è molto antica, a tal punto che l'origine è ignota, ma secondo alcuni studi pare che risalga all'epoca latina, per la struttura della frase, apparentemente senza senso, che deriverebbe appunto da un'espressione latina. Inoltre, la civetta era animale sacro ad Atena, Dea della Sapienza, che dalla Mitologia Greca è poi passata a quella romana, come la maggior parte delle divinità dell'Olimpo.

A quell'epoca la civetta era simbolo di portafortuna, non come ai giorni nostri in cui ancora si crede che porti disgrazie, nell'ambito della superstizione, infatti era spesso raffigurata in araldica, su stemmi o monete. Il dottore invece potrebbe equivalere alla figura dell'insegnante, del maestro, in quanto il termine "dottore" non era inteso come oggi, laddove si usa generalmente per indicare un medico.

Popolarissima tra i bambini e non solo, ha ispirato numerose canzoni ed anche testi letterari e teatrali, ma in particolar modo canzoni per bambini, come ad esempio "Tre civette sul comò", una canzone che fu scritta nel 1965 e che partecipò all'edizione dello Zecchino d'Oro di quell'anno, oppure nel 1992 "Barabà, Ciccì e Coccò", sempre allo Zecchino d'Oro, la quale parlava di tre civette che abitavano tra i ghiacci polari. Noi la conosciamo in modo un po' diverso, per quella che cantavamo all'asilo e forse anche ora, infatti è un simpatico sistema cantilenante per fare la conta, oppure si usa in caso si è indecisi su una determinata scelta, affidandosi dunque al Fato con Ambarabà Ciccì Coccò.

Autore SettimaLuna
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